Il bozzetto

Dopo aver fatto la preparazione del fondo e procurato l’occorrente, mettiamo il pennello su carta e iniziamo a fissare le idee.
Questa operazione, che consiste nell’esecuzione di una versione “in piccolo” dell’opera che intendiamo realizzare, si chiama BOZZETTO. Quando ero ragazza consideravo questa fase inutile e noiosa, una sorta di perdita di tempo, e l’idea di dover ripetere l’esecuzione di un’opera per due volte consecutive, seppur in diversa scala mi faceva passare l’entusiasmo. Con l’età e la pratica ho poi realizzato che esso è in realtà il passaggio più importante e non può in nessun caso essere omesso, pena la buona riuscita del nostro lavoro, il quale altrimenti sarebbe affidato al caso. Ma qual’è l’utilità del bozzetto? esso è indispensabile per disporre in maniera equilibrata i colori e le forme  che nella nostra mente possono invece collocarsi in maniera confusa. Succede assai spesso che un’idea, in un primo momento apparentemente perfetta, non si rivela più tale una volta messa su carta, e che capiti di dover apportare diverse modifiche.
Ricordiamoci che basta davvero poco per rovinare l’architettura di una composizione, una figura fuori posto, colori non armonizzati o insignificanti (quest’ultima eventualità si verifica facilmente quando si copiano delle foto senza apportare alcuna miglioria).
Come si realizza il bozzetto? su carta, in formato ridotto rispetto alla dimensione del futuro quadro, disegnando a mano e dipingendo con colori ad acqua. Ma non solo, chi ha buone conoscenze informatiche può ricorrere anche all’utilizzo del photoshop, se non ha necessità di presentare il lavoro ad un committente. Quello che conta è delineare disegno e zone di colore in maniera anche non rifinita.
La fase di perfezionamento verrà poi sul quadro vero e proprio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *